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Alemasone

Virtualizzazione su Mac Apple Silicon: Windows, Linux e macOS

Parallels, VMware Fusion gratuito e UTM a confronto per far girare altri sistemi su un Mac con chip Apple, con i limiti reali dell'architettura ARM.

8 min di lettura Aggiornato il
MacBook con una finestra di Windows in esecuzione dentro una macchina virtuale
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Sui Mac con chip Apple (dagli M1 agli M5) si virtualizzano solo sistemi per ARM: Windows 11 per ARM, le distribuzioni Linux ARM e macOS stesso. I sistemi x86 girano solo in emulazione, molto più lenti. La novità più utile degli ultimi tempi è che VMware Fusion è gratuito per qualsiasi uso, anche in azienda.

Con i chip Apple è sparito Boot Camp, che avviava Windows direttamente sull’hardware. Restano le macchine virtuali, che oggi funzionano bene per due motivi: Windows esiste in versione ARM, e il suo sistema di traduzione fa girare comunque la maggior parte dei programmi x86.

I programmi principali #

Parallels DesktopVMware FusionUTM
CostoAbbonamento annuale o licenza una tantumGratuito per qualsiasi usoGratuito e open source, o pochi euro sul Mac App Store
Sistemi ospitiWindows 11 ARM, Linux, macOSWindows 11 ARM, LinuxWindows ARM e x86 per emulazione, Linux, altri
Integrazione con macOSMolto curataBuonaEssenziale
Accelerazione graficaLa migliore del gruppo, DirectX 11Buona, con qualche limiteSolo per Linux, e di base
Facilità d’usoAltaMediaPiù complessa

Parallels Desktop #

È il più rifinito: installa Windows quasi da solo, fonde le due scrivanie (con la modalità Coherence le finestre di Windows stanno fra quelle del Mac) e ha la grafica migliore.

Finestra di Windows 11 affiancata alle applicazioni macOS dentro Parallels Desktop
L’integrazione fra le due scrivanie è il punto di forza di Parallels

Si paga, con un abbonamento annuale o una licenza una tantum, e la licenza di Windows la compri direttamente durante l’installazione. È anche una delle soluzioni che Microsoft supporta ufficialmente per Windows 11 su Mac. Se usi Windows tutti i giorni sul Mac, è quello che ti fa perdere meno tempo.

VMware Fusion #

Da novembre 2024 è gratuito per qualsiasi uso, personale, didattico e commerciale, nella versione completa: oggi è il punto di partenza più ovvio. Per scaricarlo serve un account gratuito sul portale di Broadcom, che ha comprato VMware, e il percorso per arrivare al download non è dei più intuitivi.

Con Windows ARM e Linux fa bene il suo lavoro, con prestazioni vicine a quelle di Parallels nell’uso normale. I limiti si vedono nella grafica più pesante, negli aggiornamenti meno frequenti e nel fatto che macOS come sistema ospite su Apple Silicon non lo supporta.

Finestra principale di VMware Fusion su un Mac con chip Apple
VMware Fusion: gratuito anche per uso professionale

UTM #

È l’alternativa open source, basata su QEMU. Ha due modalità: virtualizzazione per i sistemi ARM, veloce, ed emulazione per i sistemi x86, con cui fai girare vecchie versioni di Windows e sistemi d’epoca, ma molto lentamente.

Finestra principale di UTM con l’elenco delle macchine virtuali e il pulsante di avvio

L’interfaccia è meno immediata e l’accelerazione grafica c’è solo per Linux e in forma basilare, quindi lascia perdere tutto quello che chiede una scheda video. Per un server Linux di prova, per sperimentare o per far girare qualcosa di molto vecchio, è ottimo e non costa niente.

VirtualBox #

Per anni su Apple Silicon non c’era. Dalla versione 7.1 (settembre 2024) gira sui Mac con chip Apple e dalla 7.2 (agosto 2025) supporta anche Windows 11 per ARM, ma solo sistemi ospiti ARM: niente emulazione x86. Rispetto agli altri tre è più indietro su prestazioni e integrazione. Ha senso soprattutto se lavori già con VirtualBox su altri computer o usi strumenti come Vagrant.

Interfaccia di Oracle VirtualBox su macOS
VirtualBox ora gira anche su Apple Silicon, ma solo con sistemi ARM

Windows su Mac: cosa funziona e cosa no #

Serve Windows 11 per ARM. Si scarica da Microsoft e richiede una licenza regolare: con Parallels la compri durante l’installazione, con gli altri la procuri tu.

I programmi x86 di solito girano lo stesso. Windows per ARM include Prism, un sistema che traduce al volo i programmi scritti per processori Intel e AMD, sia a 64 sia a 32 bit. Si perde un po’ di velocità, ma per programmi da ufficio e gestionali va bene.

Il punto critico sono i driver. La traduzione vale per i programmi, non per i driver, che devono essere scritti apposta per ARM. Per questo spesso non funzionano i vecchi driver di stampanti e periferiche, i programmi che installano servizi a basso livello (alcuni antivirus e VPN aziendali) e i gestionali legati a chiavette di protezione. Per chi deve usare un vecchio gestionale è il limite principale.

Niente giochi seri. L’accelerazione grafica c’è ma è limitata, e molti giochi recenti hanno anticheat che non funzionano su ARM o in una macchina virtuale.

Le periferiche USB particolari, come chiavette di protezione, lettori di smart card e strumenti professionali, a volte funzionano e a volte no: se ti serve Windows proprio per quelle, prova prima di comprare qualsiasi licenza.

Prima di creare una macchina virtuale per un solo programma, controlla se esiste la versione per Mac o se si usa dal browser. Molti gestionali che una volta volevano Windows oggi hanno un’interfaccia web che funziona ovunque.

Linux su Apple Silicon #

È il caso che funziona meglio: le principali distribuzioni hanno versioni ARM curate e le prestazioni sono ottime.

VMware Fusion e Parallels hanno procedure quasi automatiche, con la distribuzione da scegliere in un elenco. Con UTM fai tutto a mano, ma bastano pochi passaggi.

Linux in UTM, passo per passo #

  1. Scarica la ISO giusta. Deve essere per ARM64 (a volte chiamata AArch64): Ubuntu, Fedora e Debian la offrono tutte. Le ISO x86 normali partirebbero solo in emulazione. Per un server leggero, per Docker o per sviluppare va benissimo anche Alpine Linux.

  2. In UTM premi Crea una nuova macchina virtuale, scegli Virtualizza e poi Linux.

    Schermata di UTM per scegliere il sistema operativo della nuova macchina virtuale
    Virtualizza e poi Linux

  3. Lascia spenta l’opzione Use Apple Virtualization: il motore QEMU predefinito è più stabile e compatibile. Poi premi Browse e scegli la ISO.

    Caricamento della ISO Linux ARM64 in UTM
    Qui si sceglie la ISO scaricata
  4. Memoria e processore. Per Ubuntu desktop o un ambiente di sviluppo dai almeno 8 GB di RAM; per un server ne bastano 2. Come core, di solito metà di quelli del Mac. Se dopo l’avvio vedi uno schermo nero o glitch grafici, spegni la VM e disattiva l’accelerazione hardware OpenGL nelle opzioni del display.

    Scelta di memoria e core per la macchina virtuale in UTM
    Memoria e core da assegnare alla macchina virtuale
  5. Disco e cartella condivisa. Ubuntu desktop vuole circa 20 GB, un Alpine per server anche 8. Se vuoi, scegli una cartella del Mac da condividere con Linux: per usarla dentro la VM serve installare gli strumenti SPICE della distribuzione.

    Dimensione del disco virtuale e cartella condivisa in UTM
    Disco virtuale e cartella condivisa con il Mac
  6. Controlla il riepilogo, premi Salva e poi il pulsante Play: la VM parte dalla ISO e segui la normale installazione della distribuzione. Alla fine spegni la VM, togli la ISO dal lettore CD virtuale e riavvia.

    Avvio della macchina virtuale Linux in UTM con il pulsante Play
    Il pulsante Play avvia la macchina dalla ISO

    Installazione di Ubuntu dentro UTM su un Mac con chip Apple
    L’installazione è quella normale della distribuzione

Se sviluppi, c’è anche una strada senza interfaccia grafica: strumenti da riga di comando come Lima e OrbStack creano macchine Linux leggere pensate per i container, e partono in pochi secondi. Da macOS 26 Tahoe Apple ha anche un suo strumento, container, per far girare container Linux in piccole macchine virtuali.

Virtualizzare macOS #

I Mac con chip Apple possono far girare macOS in una macchina virtuale: utile per provare una nuova versione del sistema senza rischiare quella principale, o per tenere un ambiente pulito dedicato a un lavoro. Lo fanno Parallels e UTM, non VMware Fusion.

Ci sono due limiti. Il primo riguarda l’Apple Account: da macOS Sequoia puoi accedere a iCloud, Messaggi e FaceTime anche nella VM, se sia il Mac sia la VM hanno macOS 15 o successivo. Restano esclusi l’App Store e gli altri servizi media, il backup iCloud, Dov’è e Wallet. Il secondo è la licenza di Apple, che permette al massimo due macOS virtuali in contemporanea sullo stesso Mac.

Come scegliere #

  • Usi Windows ogni giorno e non vuoi complicazioni: Parallels Desktop.
  • Ti serve Windows o Linux ogni tanto: VMware Fusion, gratuito per qualsiasi uso.
  • Vuoi provare Linux o qualcosa di particolare senza spendere: UTM.
  • Hai già macchine VirtualBox o usi Vagrant: VirtualBox, con sistemi ARM.
  • Devi far girare un vecchio programma x86 che su Windows ARM non va: UTM in emulazione, sapendo che sarà lento e che potrebbe non funzionare per niente.
  • Ti serve solo un Linux per sviluppare: prova i container con OrbStack o Lima invece di una macchina virtuale completa.

Domande frequenti #

Posso ancora usare Boot Camp su un Mac con chip Apple? #

No, Boot Camp c’è solo sui Mac con processore Intel. Sui chip Apple l’unica strada è la macchina virtuale, che però oggi funziona molto meglio di un tempo grazie a Windows per ARM.

Quanta memoria serve al Mac per virtualizzare? #

Con 16 GB si lavora bene dando 8 GB alla macchina virtuale. Con 8 GB si può, ma è stretto, perché la VM e macOS si dividono la stessa memoria. Per usare Windows e macOS insieme senza pensieri, 24 o 32 GB fanno una bella differenza.

La licenza di Windows 11 ARM si compra separatamente? #

Sì, serve una licenza regolare come per qualsiasi installazione. Con Parallels la compri durante la procedura guidata; con gli altri programmi la compri per conto tuo e la attivi dentro la macchina virtuale.

I vecchi programmi a 32 bit funzionano? #

In genere sì: Prism traduce anche i programmi x86 a 32 bit. Si bloccano invece quelli che installano driver o componenti di sistema a basso livello. Se devi usare un gestionale di molti anni fa, provalo prima di comprare qualsiasi cosa.

Le macchine virtuali consumano molta batteria sul MacBook? #

Meno di quanto pensi: i chip Apple sono molto efficienti e una VM ARM ferma sulla scrivania consuma poco. Il consumo sale quando la VM è sotto carico, per esempio mentre compili o esegui programmi x86 tradotti, e con UTM in emulazione x86 la batteria cala in fretta.

Si possono giocare titoli Windows su un Mac in virtualizzazione? #

Non bene. L’accelerazione grafica nelle macchine virtuali è limitata e molti giochi recenti non partono. Per giocare su Mac funzionano meglio i giochi nativi, il cloud gaming e i sistemi di compatibilità pensati per i giochi, come CrossOver o il Game Porting Toolkit di Apple.

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