I migliori strumenti di intelligenza artificiale da usare
ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot e Perplexity a confronto: cosa fanno meglio, quanto costano gli abbonamenti e quando basta davvero la versione gratuita.

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Gli assistenti si somigliano più di quanto dica la pubblicità: rispondono alle domande, scrivono testi, riassumono documenti, aiutano con il codice. Le differenze stanno nei dettagli (quanto materiale riescono a tenere a mente, quanto sono affidabili quando citano le fonti, dove sono integrati), ed è lì che scegli.
Prima confronto i principali, poi passo agli strumenti per le aziende e per chi sviluppa, e chiudo con le precauzioni che valgono per tutti.
I principali a confronto #
I prezzi sono quelli per l’Italia a maggio 2026 e cambiano spesso: prima di abbonarti controlla la pagina ufficiale del servizio.
| Servizio | Chi lo sviluppa | Piano gratuito | Abbonamento base |
|---|---|---|---|
| ChatGPT | OpenAI | Sì, con limiti d’uso | Go 8 €, Plus 23 € al mese |
| Gemini | Sì | AI Plus 7,99 €, AI Pro 21,99 € al mese | |
| Claude | Anthropic | Sì, con limiti d’uso | Pro 18 € al mese |
| Copilot | Microsoft | Sì | Microsoft 365 Premium 22 € al mese |
| Perplexity | Perplexity AI | Sì | Pro 16 € al mese |
ChatGPT #
È il più conosciuto e ha l’ecosistema più ampio: immagini, analisi di file, assistenti personalizzati (i GPT), modalità vocale, app per computer e telefono. Con il piano gratuito lo usi un po’ ogni giorno; i piani superiori alzano i limiti e sbloccano i modelli più recenti e i video.
Va bene come tuttofare, se non hai esigenze particolari e vuoi un solo servizio per tutto.
Gemini #
Il punto forte è l’integrazione con i servizi Google: Documenti, Gmail, Drive. Se ci passi la giornata, avere l’assistente nella stessa schermata cambia il modo di usarlo più delle risposte in sé. Genera anche immagini con il modello che tutti chiamano Nano Banana.
AI Plus è il piano a pagamento più economico e a molti basta; quelli superiori aggiungono più spazio per i documenti, la generazione video e 2 TB di spazio Google.
Claude #
Si distingue nell’analisi di documenti lunghi e nella scrittura strutturata: puoi caricare interi manuali o raccolte di documenti e ragionarci sopra senza che perda il filo. È anche molto usato per programmare.
È la scelta di chi lavora con testi e codice più che con immagini: non genera immagini.
Microsoft Copilot #
Vive dentro Windows e le app di Microsoft 365: scrive in Word, analizza in Excel, riassume in Outlook. Se lavori in un’azienda che usa già Microsoft è la strada più semplice, perché non devi cambiare strumenti.
Non confondere i piani: Copilot Pro non si vende più a parte ed è confluito in Microsoft 365 Premium, che unisce le app di Office e le funzioni di intelligenza artificiale più avanzate; i piani Personal e Family ne includono una versione con limiti. Per le aziende c’è Microsoft 365 Copilot, a parte.
Perplexity #
È più un motore di ricerca che si interroga a parole: risponde citando le fonti con i link, così controlli ogni affermazione. È lo strumento giusto quando cerchi informazioni aggiornate e vuoi sapere da dove arrivano. Ha anche un suo browser, Comet.
Per la scrittura lunga o il lavoro creativo gli altri se la cavano meglio.

Come scegliere #
- Devi scrivere e correggere testi, o lavorare su documenti lunghi: Claude o ChatGPT.
- Vivi dentro Gmail, Documenti e Drive: Gemini.
- Lavori in Word, Excel e Outlook tutto il giorno: Copilot.
- Cerchi informazioni e ti servono le fonti: Perplexity.
- Vuoi generare immagini oltre al testo: ChatGPT o Gemini nei piani a pagamento.
- Vuoi spendere zero: prova le versioni gratuite di due servizi diversi per una settimana sugli stessi compiti reali. È l’unico confronto che conta.
Far girare un modello sul proprio computer #
C’è anche una strada senza abbonamenti e senza mandare dati a un servizio esterno: far girare un modello linguistico sul tuo computer, con programmi come LM Studio o Ollama e modelli aperti come Llama, Mistral, Qwen, Gemma o gpt-oss.
I vantaggi sono due, e pesano: i documenti non escono dal computer e non paghi niente ogni mese. Anche gli svantaggi pesano: ti serve una scheda grafica con parecchia memoria o un Mac recente con molta RAM, i modelli che girano su un computer di casa sono meno capaci di quelli dei servizi commerciali e configurarli richiede più pazienza.

Ha senso se lavori con dati riservati (documenti dei clienti, cartelle cliniche, materiale sotto accordo di riservatezza) o se vuoi capire da vicino come funzionano.
Per le aziende e chi sviluppa #
Questa pagina una volta parlava di strumenti per le aziende, e nel frattempo il panorama è cambiato del tutto. Oggi le strade principali sono queste.
I piani aziendali degli assistenti. ChatGPT Business ed Enterprise, Claude Team ed Enterprise, Gemini dentro Google Workspace e Microsoft 365 Copilot. Rispetto ai piani personali escludono l’uso dei dati per l’addestramento, hanno gestione centralizzata degli utenti e contratti per il trattamento dei dati adatti al GDPR.
Le API e le piattaforme cloud. Se vuoi costruire qualcosa di tuo, usi le API di OpenAI, Anthropic o Google (AI Studio e Vertex AI), oppure i servizi dei grandi cloud: Amazon Bedrock su AWS e Microsoft Foundry (prima Azure AI Foundry), che danno accesso a più modelli con le garanzie di un contratto aziendale. Il vecchio Azure Machine Learning Studio classico, che questa pagina citava, è stato spento nel 2024; Azure Machine Learning resta per chi addestra modelli propri. Si paga a consumo, in base ai token elaborati.
Gli strumenti per i dati. Per l’analisi e l’addestramento di modelli, Jupyter resta gratuito e open source e lo trovi, in varie forme, dentro VS Code, Google Colab e le piattaforme cloud.
Voce e riunioni. Per trasformare testo in voce ci sono servizi come Murf ed ElevenLabs, con voci italiane naturali; per le riunioni, trascrizione e riassunti sono ormai integrati in Teams, Google Meet e Zoom. Chorus, che analizzava le chiamate di vendita, oggi fa parte di ZoomInfo.
In azienda ricordati anche dell’AI Act europeo: dal 2 febbraio 2025 chi usa sistemi di intelligenza artificiale deve assicurarsi che il personale che li usa abbia una formazione adeguata, e alcuni usi (per esempio nella selezione del personale) hanno obblighi più stretti.
Le precauzioni che valgono per tutti #
Controlla sempre i dati. Questi strumenti dicono cose sbagliate con lo stesso tono sicuro di quelle giuste. Nomi, date, cifre, riferimenti normativi e citazioni vanno verificati alla fonte, ogni volta.
Occhio a cosa carichi. Documenti aziendali riservati, dati personali di altri e materiale sotto vincolo di riservatezza non vanno caricati su un servizio esterno senza aver letto le condizioni d’uso e, al lavoro, senza il via libera di chi se ne occupa.
Guarda le impostazioni sull’uso dei dati. Quasi tutti i servizi ti fanno escludere le conversazioni dall’addestramento dei modelli, ma l’opzione spesso è nascosta nelle impostazioni dell’account.
Non delegare le decisioni. Un assistente serve a proporre opzioni, riassumere, riscrivere, fare da interlocutore. La decisione finale su una questione legale, medica, fiscale o di lavoro resta a te o a un professionista.

Domande frequenti #
Qual è il migliore in assoluto? #
Non c’è una risposta valida per tutti: i risultati dipendono dal compito e da come scrivi le richieste, e le classifiche cambiano ogni pochi mesi con i nuovi modelli. Su testi lunghi e analisi di documenti Claude e ChatGPT sono i più solidi, sulla ricerca con le fonti Perplexity, sull’integrazione con gli strumenti di lavoro Gemini e Copilot. Provarne due sullo stesso lavoro vero ti chiarisce le idee più di qualsiasi classifica.
La versione gratuita è troppo limitata per essere utile? #
Per un uso normale no. I limiti riguardano quante richieste fai in un certo intervallo, l’accesso ai modelli più recenti e alcune funzioni in più. Se usi l’assistente qualche volta al giorno, difficilmente li incontri.
I miei dati vengono usati per addestrare i modelli? #
Dipende dal servizio e dalle impostazioni del tuo account. Nei piani aziendali di solito è escluso; nei piani per privati spesso è previsto ma si può disattivare. Controlla l’impostazione quando crei l’account, non dopo aver caricato materiale delicato.
Ha senso abbonarsi a più di un servizio? #
Di rado. I servizi si sovrappongono molto e due abbonamenti vogliono dire quaranta euro al mese. Meglio pagarne uno e usare gratis un secondo per le cose in cui il primo è più debole.
Questi strumenti funzionano bene in italiano? #
Sì, tutti quelli citati scrivono bene in italiano. Nei testi lunghi possono comparire calchi dall’inglese e le solite formule da intelligenza artificiale: rileggi sempre, per lo stile e per i contenuti.
Quanto costa integrare l’intelligenza artificiale in azienda? #
Dipende da cosa ti serve. Per aumentare la produttività bastano i piani aziendali degli assistenti, da una ventina a qualche decina di euro per utente al mese. Se costruisci qualcosa di tuo con le API paghi a consumo, e per molti progetti piccoli si parla di pochi euro o decine di euro al mese. I costi veri arrivano con i progetti su misura: sviluppo, integrazione con i dati aziendali e manutenzione.

