Windows Sandbox: come attivarla e configurarla su Windows 11
Attiva Windows Sandbox per provare programmi sospetti in sicurezza e configurala con un file .wsb: cartelle condivise, rete disattivata e memoria.

In questa pagina
Rispetto a una macchina virtuale non devi scaricare un’immagine di Windows né installare niente: usa i file del sistema che hai già, parte in pochi secondi e non occupa spazio sul disco. In cambio non conserva nulla da un avvio all’altro, ed è proprio questo il suo scopo.
Quando usarla #
- Provare un programma scaricato da un sito poco affidabile, senza rischiare che ti riempia il PC di componenti indesiderati.
- Aprire un allegato sospetto arrivato per email, per capire cosa contiene senza eseguirlo sul computer vero.
- Controllare un’installazione prima di farla davvero: cosa aggiunge, cosa ti chiede, quali file crea.
- Visitare un sito di cui non ti fidi con un browser separato da tutto il resto.
Per l’uso di tutti i giorni invece non serve: non salva niente, quindi a ogni avvio riparti da zero.
Requisiti #
- Windows 11 Pro, Enterprise o Education (vanno bene anche Pro Education e SE). La versione Home non la include.
- Un processore a 64 bit con la virtualizzazione attiva nel BIOS o UEFI.
- Almeno 4 GB di RAM (meglio 8) e un paio di gigabyte liberi sul disco.
Come controllare se la virtualizzazione è attiva
Apri Gestione attività con Ctrl + Maiusc + Esc, vai su Prestazioni → CPU e guarda la riga Virtualizzazione: deve dire «Abilitata». In alternativa apri il Terminale e lancia systeminfo: in fondo, alla voce sui requisiti di Hyper-V, Virtualizzazione abilitata nel firmware deve essere Sì.
Se è disattivata la accendi dal BIOS o UEFI. A seconda del produttore la voce si chiama Intel VT-x, AMD-V, SVM Mode o Virtualization Technology.
Attivare Windows Sandbox #
Nel menu Start cerca Attiva o disattiva funzionalità di Windows (oppure scrivi
optionalfeaturesin Esegui) e aprilo.Scorri l’elenco fino a Sandbox di Windows e mettici la spunta.
Premi OK e aspetta che Windows installi i componenti.
Riavvia il computer quando te lo chiede.
Dopo il riavvio trovi Windows Sandbox nel menu Start. Si apre una finestra con un desktop pulito: puoi copiarci dentro file dal tuo computer con copia e incolla, navigare, installare e provare. Quando la chiudi viene cancellato tutto, e il messaggio di conferma serve proprio a ricordartelo. Se invece riavvii Windows dentro la sandbox (capita con i programmi che lo chiedono durante l’installazione), da Windows 11 22H2 il contenuto resta.

Nelle versioni recenti di Windows 11 il menu con i tre puntini in alto nella finestra permette di cambiare alcune impostazioni al volo, senza file di configurazione: condividere una cartella del computer (Share Folder), attivare o disattivare gli appunti condivisi, il microfono e la webcam.
Configurarla con un file .wsb #
Il comportamento della sandbox si decide con un piccolo file XML con estensione .wsb: doppio clic e la sandbox parte già configurata. Lo crei con il Blocco note, salvandolo con estensione .wsb invece di .txt (in Salva come scegli Tutti i file).
Questo è pronto all’uso per analizzare un file sospetto: rete spenta, una cartella del computer condivisa in sola lettura e 4 GB di memoria.
<Configuration>
<Networking>Disable</Networking>
<MemoryInMB>4096</MemoryInMB>
<vGPU>Disable</vGPU>
<MappedFolders>
<MappedFolder>
<HostFolder>C:\Users\NomeUtente\Desktop\DaAnalizzare</HostFolder>
<SandboxFolder>C:\Users\WDAGUtilityAccount\Desktop\DaAnalizzare</SandboxFolder>
<ReadOnly>true</ReadOnly>
</MappedFolder>
</MappedFolders>
</Configuration>
Metti il tuo nome utente al posto di NomeUtente e controlla che la cartella indicata in HostFolder esista, altrimenti la sandbox non si avvia.
Il secondo esempio serve per provare l’installazione di un programma: rete attiva, cartella condivisa in lettura e scrittura e un comando che la apre all’avvio.
<Configuration>
<Networking>Default</Networking>
<MappedFolders>
<MappedFolder>
<HostFolder>C:\Users\NomeUtente\Downloads\Prove</HostFolder>
<ReadOnly>false</ReadOnly>
</MappedFolder>
</MappedFolders>
<LogonCommand>
<Command>explorer.exe C:\Users\WDAGUtilityAccount\Desktop\Prove</Command>
</LogonCommand>
</Configuration>
Le opzioni disponibili #
| Elemento | A cosa serve |
|---|---|
Networking | Disable toglie la rete, Default la lascia attiva |
MappedFolders | Cartelle del computer visibili dentro la sandbox |
ReadOnly | Con true la sandbox non può modificare i file condivisi |
MemoryInMB | Memoria assegnata, in megabyte |
vGPU | Accelerazione grafica: disattivarla riduce i punti attaccabili |
ClipboardRedirection | Disable impedisce di copiare e incollare fra sandbox e computer |
LogonCommand | Un comando da eseguire all’avvio |
ReadOnly su true. Una cartella condivisa in scrittura è una porta d’uscita per un programma che cifra o cancella file. In sola lettura, il danno resta chiuso dentro la sandbox.Puoi tenere più file .wsb con configurazioni diverse, per esempio uno per le analisi e uno per le prove di installazione, e lanciare quello che ti serve con un doppio clic.

Da Windows 11 24H2 c’è anche un comando da terminale, wsb, utile per automatizzare le prove: wsb start --config avvia la sandbox con un file di configurazione, wsb exec esegue un comando dentro, wsb share condivide una cartella e wsb stop la chiude.
Limiti da conoscere #
Non conserva nulla. Se installi un programma e chiudi la finestra, alla riapertura non c’è più. È voluto, ma ricordatelo prima di passare un’ora a configurare qualcosa.
Una sola sandbox alla volta. Non puoi aprirne due insieme.
Non sostituisce una macchina virtuale. Per provare altri sistemi operativi, conservare uno stato nel tempo o simulare una rete di computer servono programmi di virtualizzazione veri.
Non è una garanzia assoluta. L’isolamento è solido perché si basa sull’hypervisor, ma nessuna barriera è perfetta, e con la rete attiva e le cartelle condivise in scrittura parte della protezione la togli tu.
Domande frequenti #
Windows Sandbox rallenta il computer? #
Solo mentre è aperta, e in proporzione alla memoria che le dai. Da chiusa non consuma niente, perché non c’è nessun processo attivo. Su un PC con 8 GB di RAM limitala a 2 o 4 GB con l’opzione MemoryInMB.
Posso recuperare un file salvato dentro la sandbox? #
No, quando chiudi la finestra il contenuto è perso per sempre. Per tenere qualcosa usa una cartella condivisa in scrittura, oppure copia il file sul computer prima di chiudere.
Perché non trovo «Sandbox di Windows» fra le funzionalità? #
O stai usando Windows 11 Home, che non la include, o la virtualizzazione è spenta nel BIOS. Nel primo caso le strade sono passare a Windows 11 Pro oppure usare un programma di virtualizzazione gratuito come VirtualBox; nel secondo basta attivare la virtualizzazione nel firmware.

La sandbox protegge dai ransomware? #
Aiuta, ma dipende da come la configuri. Un file malevolo aperto nella sandbox non tocca il sistema principale, però può arrivare alle cartelle condivise in scrittura e, se la rete è attiva, agli altri dispositivi. Con la rete spenta e le cartelle in sola lettura il contenimento è molto più solido.
Che differenza c’è con una macchina virtuale? #
Una macchina virtuale conserva il suo stato, ti fa installare sistemi operativi diversi e si configura in ogni dettaglio, ma occupa spazio, va installata e ci mette qualche minuto ad avviarsi. La sandbox parte in pochi secondi, non occupa spazio e si azzera ogni volta: è fatta per le prove veloci, non per lavorarci stabilmente.

