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Alemasone

Benchmark SSD e hard disk: i migliori programmi gratuiti

Quali strumenti usare per misurare la velocità di un disco, come leggere i valori 4K casuali e come verificare salute e capacità reale di una chiavetta.

7 min di lettura Aggiornato il
Schermata di un test di velocità del disco con i valori sequenziali e casuali affiancati
In questa pagina
Il numero grande in cima ai test, le migliaia di megabyte al secondo in lettura sequenziale, è quello che conta meno nell’uso di tutti i giorni. La reattività del computer dipende dai valori casuali a 4K con una richiesta alla volta, che trovi in fondo alla schermata e sono cento o mille volte più piccoli. Una volta capita questa riga, capisci anche perché un disco «lento sulla carta» può sembrare più scattante di uno velocissimo.

Oltre alla velocità, su un disco ci sono altre due cose da controllare: se è in salute e, nel caso di una chiavetta o di una scheda comprata online, se ha davvero la capacità che dichiara. Sono verifiche diverse, e per ognuna c’è un programma diverso.

Gli strumenti #

ProgrammaA cosa serve
CrystalDiskMarkMisurare la velocità: è il riferimento che usano tutti
CrystalDiskInfoLeggere salute e temperatura del disco
ATTO Disk BenchmarkVedere come cambia la velocità con blocchi di dimensioni diverse
AS SSD BenchmarkTest pensati per gli SSD, con prove di copia di file reali
HD TuneGrafico della velocità lungo tutta la superficie, utile sui dischi meccanici
H2testw, ValiDrive, F3Scoprire chiavette e schede che dichiarano più spazio di quello che hanno

CrystalDiskMark #

È il programma di riferimento: gratuito, leggero, e siccome lo usano tutti i risultati si possono confrontare. Scegli il disco, il numero di passaggi e la dimensione del file di prova, poi premi All.

Finestra di CrystalDiskMark con le righe SEQ1M e RND4K e i valori di lettura e scrittura
In alto i valori sequenziali, in basso quelli casuali: contano i secondi

Due cose da sapere prima di lanciarlo:

  • Il test scrive davvero sul disco. Rifarlo decine di volte per curiosità consuma cicli di scrittura. Non è grave, ma non serve a niente.
  • Versioni principali diverse danno risultati diversi. Se confronti i tuoi numeri con quelli trovati in rete, controlla che siano stati fatti con la stessa versione.

CrystalDiskInfo #

Non misura la velocità. Legge i parametri SMART, cioè l’autodiagnosi che il disco tiene su sé stesso, e ti mostra uno stato di salute complessivo, le ore di accensione, i dati scritti in tutta la sua vita e la temperatura.

È il primo programma da installare, perché ti dice se il disco sta per rompersi. Le versioni recenti segnalano anche le unità contraffatte, confrontando firmware e identificativi con quelli previsti per quel modello.

Schermata di CrystalDiskInfo con stato di salute, temperatura, ore di accensione e parametri SMART
Stato di salute, temperatura e dati scritti nella vita del disco

AS SSD e HD Tune #

AS SSD Benchmark è gratuito e portatile, pensato per gli SSD: oltre ai test sequenziali e casuali misura i tempi di accesso e simula la copia di cartelle vere (un’immagine ISO, un programma, un gioco), e alla fine dà un punteggio complessivo. HD Tune è un classico per i dischi meccanici: disegna un grafico della velocità dall’inizio alla fine del disco e ha una scansione degli errori di superficie. La versione gratuita è vecchia ma funziona ancora, quella Pro è a pagamento.

Come leggere i risultati #

Le righe del test hanno nomi poco chiari e significano cose molto diverse.

SEQ1M è la lettura e scrittura sequenziale di blocchi grandi, il numero che i produttori stampano sulla scatola. Conta quando copi un file enorme, come un video, un’immagine disco o una cartella di foto. Per il resto della giornata conta pochissimo.

RND4K Q32T1 misura accessi casuali a blocchi piccoli con tante richieste in coda nello stesso momento. Rappresenta un server o un computer che sta facendo dieci cose contemporaneamente.

RND4K Q1T1 misura accessi casuali a blocchi piccoli una richiesta alla volta. Per chi usa un PC normalmente è la riga più importante: avviare Windows, aprire un programma o caricare un livello di un gioco vuol dire leggere migliaia di file piccoli uno dopo l’altro.

Guarda l’ultima riga: fra un SSD da 7.000 MB/s sequenziali e uno da 3.500, nell’uso quotidiano la differenza quasi non si vede. Fra uno che fa 60 MB/s in RND4K Q1T1 e uno che ne fa 90 la senti ogni volta che apri qualcosa. È anche il motivo per cui passare da un disco meccanico a un SSD cambia la vita, mentre fra due SSD moderni la differenza si nota appena.

Per avere un’idea degli ordini di grandezza: un disco meccanico fa qualche centinaio di operazioni casuali al secondo, un SSD decine di migliaia. Il salto che senti sta tutto lì.

Perché la velocità crolla dopo qualche minuto #

Può capitare di misurare 5.000 MB/s in scrittura e poi vedere una copia da 100 GB scendere a un decimo. Il disco non è guasto: molti SSD usano una parte della memoria in una modalità più veloce, una specie di area di transito (la cache SLC), e quando si riempie continuano a scrivere alla velocità reale delle celle.

Quindi un test breve misura la cache, non il disco. Per sapere come si comporta sotto un carico lungo serve una prova con un file molto più grande della cache.

L’altro fattore, sulle unità più veloci, è la temperatura: oltre una certa soglia rallentano per proteggersi. Se i numeri calano a ogni ripetizione, controlla la temperatura su CrystalDiskInfo e, se serve, monta un dissipatore sull’SSD.

Grafico di una copia prolungata con la velocità di scrittura che crolla di colpo dopo i primi gigabyte
Finita l’area di transito, la scrittura scende alla velocità reale

Verificare una chiavetta o una scheda #

Andrebbe fatto su ogni memoria comprata online, soprattutto se il prezzo sembra troppo bello. Le unità contraffatte sono modificate per dichiarare al sistema più spazio di quello che hanno: il computer vede una chiavetta da 1 TB, i primi file si copiano senza problemi, e quelli scritti oltre la capacità vera spariscono o si rovinano senza nessun avviso. Te ne accorgi mesi dopo, quando quei file ti servono.

Il controllo funziona sempre allo stesso modo: riempi l’unità di dati noti e li rileggi tutti, verificando che siano identici. Su Windows puoi usare H2testw, un classico, oppure ValiDrive di GRC, che è più veloce perché controlla a campione punti sparsi dell’unità. Su Linux e macOS c’è F3 (Fight Flash Fraud), da terminale.

Esito di una verifica di capacità su una chiavetta con i settori scritti oltre la capacità reale segnati in rosso
Una chiavetta contraffatta: oltre la capacità vera i dati non tornano indietro

Fallo su un’unità vuota. H2testw e F3 riempiono tutto lo spazio libero. ValiDrive rimette a posto i dati che tocca, ma su un’unità che potrebbe essere falsa è meglio non rischiare: fai la verifica appena compri la memoria, prima di metterci dentro qualcosa. Su una scheda grande può richiedere ore, ma è l’unico modo per scoprire il problema prima di perdere dei dati.

Come fare un test attendibile #

  1. Chiudi tutto il resto. Sincronizzazioni cloud, scansioni dell’antivirus e download in corso falsano i risultati.
  2. Lascia spazio libero. Un SSD pieno oltre l'80% va più piano: è normale.
  3. Scegli il disco giusto. Nei PC con più unità è facile testare quella sbagliata.
  4. Ripeti almeno tre volte e fai la media, scartando il primo passaggio.
  5. Confronta con il tuo modello. I valori di riferimento sono quelli dichiarati per la tua unità, non quelli del disco più veloce in commercio.

Con i dischi meccanici c’è un’accortezza in più: sono più veloci sulla parte esterna del piatto, quindi il risultato cambia a seconda di dove finisce il file di prova (il grafico di HD Tune lo mostra bene). Se rispetto a qualche mese fa il disco va più piano e fa rumori nuovi, guarda subito lo stato di salute e fai un backup.

Domande frequenti #

I test rovinano l’SSD? #

Se li fai ogni tanto no: scrivono qualche gigabyte, mentre un’unità moderna ne sopporta centinaia di terabyte nella sua vita. Ripeterli di continuo è solo inutile, perché i numeri non migliorano.

Perché il mio SSD va più piano di quanto dichiarato? #

Le cause più comuni sono tre: lo slot M.2 lavora a una velocità inferiore a quella dell’unità (per esempio PCIe 3.0 invece di 4.0), il disco è quasi pieno, oppure il test ha superato la cache veloce. E poi i valori dei produttori sono misurati in condizioni ideali.

Il disco è sano ma il computer è lento: cosa faccio? #

Se i valori casuali sono nella norma e la salute è buona, probabilmente il problema non è il disco. Guarda la RAM libera, i programmi che partono all’avvio e la temperatura del processore: spesso la lentezza ha più cause insieme.

Ogni quanto controllare la salute del disco? #

Un’occhiata ogni qualche mese basta, più una ogni volta che noti qualcosa di strano: blocchi improvvisi, errori di lettura, rumori nuovi. I valori da guardare sono i settori riallocati nei dischi meccanici e la vita residua in percentuale negli SSD. CrystalDiskInfo può anche restare nell’area di notifica e avvisarti da solo se qualcosa peggiora.

Un disco esterno è più lento? #

Dipende dal collegamento. Un buon SSD in un box USB 3.2 o Thunderbolt si avvicina alle prestazioni di uno interno, un disco meccanico esterno resta lento per natura. Cavo e porta contano quanto l’unità: attaccarla a una porta USB 2.0 è il modo più comune per ridurre la velocità a un decimo senza accorgersene.

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