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Alemasone

I migliori gestori di password: la guida alla scelta

Bitwarden, Proton Pass e 1Password a confronto: come scegliere un password manager sicuro e come condividere le credenziali in famiglia.

8 min di lettura Aggiornato il
Schermata di un gestore di password aperto su computer e smartphone affiancati
In questa pagina
Un gestore di password tiene le tue credenziali in un archivio cifrato che apri con una sola password principale. Serve perché nessuno ricorda cinquanta password diverse: senza, finisci per riusare sempre la stessa, ed è così che una sola fuga di dati apre tutti gli altri account.

Scegliere è meno complicato di quanto sembri: i candidati seri sono pochi e si distinguono più per il modo d’uso che per la qualità. Parto dai criteri, poi passo alle opzioni che reggono il confronto nel 2026 e alla condivisione in famiglia, che è il motivo per cui molti passano a un piano a pagamento.

Come si valuta un gestore di password #

Prima dei nomi, i requisiti. Se un gestore non rispetta i primi tre punti, scartalo qualunque sia il prezzo.

  • Cifratura a conoscenza zero. L’archivio viene cifrato sul tuo dispositivo: chi gestisce il servizio conserva solo dati illeggibili e non può vedere le tue password neanche se volesse.
  • Verifiche indipendenti. I fornitori seri pubblicano gli esiti di verifiche di sicurezza svolte da terze parti. Il codice aperto aiuta, perché consente di controllare cosa fa il programma.
  • Storico degli incidenti. Guarda come l’azienda ha reagito quando qualcosa è andato storto, oltre al fatto che sia successo.
  • Disponibilità reale sui tuoi dispositivi. Estensione per il browser che usi, applicazione per il telefono, compilazione automatica che funziona anche nelle app.
  • Passkey. Le chiavi d’accesso stanno prendendo il posto delle password su sempre più siti: un gestore che non le supporta è già vecchio. Dal 2025 molti supportano anche il nuovo standard per trasferire le passkey da un gestore all’altro.
  • Recupero dell’accesso. Se dimentichi la password principale, cosa succede? Le opzioni serie sono un codice di ripristino da conservare offline e l’accesso di emergenza affidato a una persona di fiducia.
  • Esportazione dei dati. Devi poter uscire quando vuoi, portandoti l’archivio in un formato leggibile.

Le opzioni migliori #

Bitwarden #

Per la maggior parte delle persone è la scelta giusta. Codice aperto, verifiche di sicurezza pubblicate, app per tutti i sistemi e un piano gratuito che non è una demo: password illimitate, dispositivi illimitati, sincronizzazione completa e condivisione con un’altra persona.

Il piano Premium costa 1,65 dollari al mese con fatturazione annuale (19,80 dollari l’anno) e aggiunge l’autenticatore integrato, gli allegati, i rapporti sullo stato delle password e l’accesso di emergenza. Il piano Famiglie costa 3,99 dollari al mese, sempre su base annuale, e copre sei persone con condivisione illimitata.

Puoi anche ospitare il servizio su un tuo server: interessa a pochi, ma dice molto sull’apertura del progetto.

Archivio di Bitwarden nell'estensione del browser con l'elenco delle credenziali e i filtri per cartella e tipo in alto
L’archivio è identico nell’estensione, nell’app e nella versione web

Proton Pass #

Nasce dalla stessa azienda di Proton Mail, con sede in Svizzera. Il piano gratuito è generoso: credenziali e note illimitate, dispositivi illimitati, supporto alle passkey e dieci alias email «nascondi la mia email», utili per iscriversi ai servizi senza esporre l’indirizzo vero.

La versione Plus toglie il limite agli alias e aggiunge autenticazione a due fattori integrata, condivisione protetta, monitoraggio delle fughe di dati, allegati e accesso di emergenza. Il piano famiglia estende queste funzioni fino a sei persone con un pannello di amministrazione.

Ha senso soprattutto se usi già altri servizi Proton, perché l’abbonamento Unlimited li include tutti.

1Password #

È il più curato da usare e quello che le aziende scelgono più spesso. Non ha un piano gratuito, solo una prova di quattordici giorni, ma in cambio ha funzioni che gli altri non hanno: le «casseforti» separate per ambiti diversi, la modalità viaggio che nasconde gli archivi quando passi una frontiera e un’integrazione molto solida con i sistemi aziendali.

Il piano famiglia è fra i più maturi sui permessi: decidi chi vede cosa, recuperi l’accesso di un familiare che ha perso la password principale, separi gli archivi personali da quelli comuni.

Interfaccia di 1Password con le casseforti separate elencate a sinistra e una credenziale aperta a destra
Le casseforti tengono divisi gli ambiti: personale, lavoro, famiglia

KeePassXC #

È per chi non vuole nessun servizio in mezzo. Programma gratuito e open source che crea un file cifrato sul tuo disco: niente account, niente server, niente abbonamento. La sincronizzazione fra dispositivi la organizzi tu, per esempio mettendo il file in una cartella cloud; sul telefono lo apri con app compatibili come KeePassDX su Android o Strongbox su iPhone.

In cambio del controllo totale, i backup sono affar tuo: se perdi il file e non hai una copia, le password sono perse.

Le soluzioni già integrate nei dispositivi #

L’app Password di Apple (da iOS 18 e macOS Sequoia) e il gestore integrato in Google Chrome sono gratuiti, funzionano bene e sono molto meglio che riusare la stessa password. Il limite è che rendono al meglio dentro il loro mondo: se usi un iPhone e un PC Windows, o Android e un Mac, condivisione e compilazione automatica diventano scomode, e le funzioni per la famiglia sono essenziali.

NordPass, Dashlane e Keeper #

Sono servizi commerciali validi, con interfacce curate e funzioni in più come il monitoraggio delle fughe di dati e l’archivio dei documenti. Prendili in considerazione se hai già un abbonamento che li include, per esempio insieme alla VPN dello stesso fornitore. A parità di spesa, però, Bitwarden e Proton Pass danno le stesse funzioni essenziali a meno o gratis. Dashlane, tra l’altro, dal 2025 non ha più un piano gratuito.

Gli altri del vecchio elenco #

RoboForm è nato per compilare i moduli e lo fa ancora meglio di quasi tutti. Zoho Vault ha senso in azienda, soprattutto se usi già gli altri servizi Zoho. mSecure e LogMeOnce esistono ancora, ma hanno comunità più piccole e meno verifiche pubbliche: fra i nomi di questa pagina, non sono quelli da cui partirei.

LastPass: perché non lo consiglio più. Per anni è stato il servizio più consigliato, ma nel 2022 ha subito una violazione in cui sono stati rubati gli archivi cifrati degli utenti insieme ad alcuni dati in chiaro, come gli indirizzi dei siti salvati. Negli anni successivi diversi furti di criptovalute sono stati collegati ad archivi decifrati con password principali deboli. Se lo usi ancora, valuta di spostarti e, in ogni caso, cambia le password più importanti.

Condividere le password in famiglia #

È il motivo più concreto per passare a un piano a pagamento, e va fatto bene: mandarsi su WhatsApp le credenziali del conto o del portale del pediatra lascia copie ovunque, senza sapere chi le legge.

Un piano famiglia funziona così: ognuno ha il suo archivio privato, che nessun altro vede, più uno o più archivi comuni con le credenziali condivise, come il contratto della luce, gli abbonamenti di streaming, il router di casa o il registro elettronico della scuola. Quando cambi una password, cambia per tutti nello stesso momento.

Illustrazione di un archivio di password condiviso fra i membri di una famiglia
Ogni persona mantiene il proprio archivio privato accanto a quello comune

ServizioPersone incluseCome funziona la condivisione
Bitwarden Famiglie6Archivi condivisi illimitati, permessi per gruppi
Proton Pass famiglia6Archivi condivisi e pannello di amministrazione
1Password famiglia5, estendibileCasseforti separate, recupero dell’accesso da parte dell’amministratore
Piano gratuito Bitwarden2Condivisione con una sola altra persona

Tre accorgimenti che cambiano molto:

  1. Separa gli archivi per tema. Uno per la casa, uno per i servizi dei figli, uno per i documenti. Evita di condividere tutto con tutti.
  2. Nomina un secondo amministratore. Se l’unica persona che sa gestire il piano non è raggiungibile, gli altri restano bloccati.
  3. Attiva l’accesso di emergenza. Una persona scelta da te può ottenere l’archivio dopo un periodo di attesa, se tu non rispondi. Risolve un problema molto concreto: cosa succede alle credenziali di famiglia in caso di imprevisto.

La password principale e il secondo fattore #

L’intero sistema regge su due cose: la password che apre l’archivio e il secondo fattore.

Per la password principale la strada migliore è una frase lunga, fatta di quattro o cinque parole senza legame fra loro: facile da ricordare, difficile da indovinare. Non usarla da nessun’altra parte e non costruirla con date o nomi che ti riguardano.

Il secondo fattore attivalo subito. Un’app di autenticazione o una chiave fisica sono molto meglio del codice via SMS, che si può intercettare clonando il numero di telefono (SIM swap).

Stampa il codice di ripristino. Tienilo dove conservi i documenti importanti. È l’unico foglietto di carta che ha senso in tutta questa faccenda, e ti evita di restare chiuso fuori dal tuo archivio per una password principale dimenticata.

Domande frequenti #

Mettere tutte le password in un solo posto non è pericoloso? #

È l’obiezione più comune, e il rischio vero è l’opposto. Gli archivi sono cifrati sul dispositivo con una chiave che il fornitore non ha: anche se rubano i dati dai server, chi li prende si trova davanti file illeggibili, se la password principale è robusta. L’alternativa, cioè riusare tre password in cinquanta siti, garantisce che la prima fuga di dati comprometta tutto il resto.

Un gestore gratuito è sufficiente? #

Per la maggior parte delle persone sì. I piani gratuiti di Bitwarden e Proton Pass coprono password illimitate, dispositivi illimitati e passkey. Il piano a pagamento serve per la condivisione in famiglia, l’accesso di emergenza e il monitoraggio delle fughe di dati.

Cosa succede se dimentico la password principale? #

Con i servizi a conoscenza zero il fornitore non può recuperarla: se la perdi e non hai il codice di ripristino, l’archivio non si apre più. Per questo i servizi seri generano un codice di ripristino quando ti registri e offrono l’accesso di emergenza: configurali il primo giorno, non quando ti servono.

Come si passa da un gestore all’altro? #

Tutti permettono di esportare l’archivio in un file CSV e importarlo altrove. Due attenzioni: il file esportato contiene le password in chiaro, quindi cancellalo subito dopo l’importazione, svuotando anche il cestino; e controlla che siano arrivati anche le note e i codici di autenticazione a due fattori, che a volte richiedono un passaggio separato. Le passkey, invece, spesso non passano dal CSV: vanno trasferite con la funzione apposita o ricreate.

Le passkey sostituiranno i gestori di password? #

Sostituiscono le password, non i gestori. Una passkey è una chiave crittografica che va comunque custodita e sincronizzata, e i gestori fanno proprio questo, tenendo le passkey accanto alle credenziali tradizionali. I due sistemi conviveranno ancora per anni, perché molti siti le chiavi d’accesso non le supportano.

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