I migliori gestori di password: la guida alla scelta
Bitwarden, Proton Pass e 1Password a confronto: come scegliere un password manager sicuro e come condividere le credenziali in famiglia.

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Scegliere è meno complicato di quanto sembri: i candidati seri sono pochi e si distinguono più per il modo d’uso che per la qualità. Parto dai criteri, poi passo alle opzioni che reggono il confronto nel 2026 e alla condivisione in famiglia, che è il motivo per cui molti passano a un piano a pagamento.
Come si valuta un gestore di password #
Prima dei nomi, i requisiti. Se un gestore non rispetta i primi tre punti, scartalo qualunque sia il prezzo.
- Cifratura a conoscenza zero. L’archivio viene cifrato sul tuo dispositivo: chi gestisce il servizio conserva solo dati illeggibili e non può vedere le tue password neanche se volesse.
- Verifiche indipendenti. I fornitori seri pubblicano gli esiti di verifiche di sicurezza svolte da terze parti. Il codice aperto aiuta, perché consente di controllare cosa fa il programma.
- Storico degli incidenti. Guarda come l’azienda ha reagito quando qualcosa è andato storto, oltre al fatto che sia successo.
- Disponibilità reale sui tuoi dispositivi. Estensione per il browser che usi, applicazione per il telefono, compilazione automatica che funziona anche nelle app.
- Passkey. Le chiavi d’accesso stanno prendendo il posto delle password su sempre più siti: un gestore che non le supporta è già vecchio. Dal 2025 molti supportano anche il nuovo standard per trasferire le passkey da un gestore all’altro.
- Recupero dell’accesso. Se dimentichi la password principale, cosa succede? Le opzioni serie sono un codice di ripristino da conservare offline e l’accesso di emergenza affidato a una persona di fiducia.
- Esportazione dei dati. Devi poter uscire quando vuoi, portandoti l’archivio in un formato leggibile.
Le opzioni migliori #
Bitwarden #
Per la maggior parte delle persone è la scelta giusta. Codice aperto, verifiche di sicurezza pubblicate, app per tutti i sistemi e un piano gratuito che non è una demo: password illimitate, dispositivi illimitati, sincronizzazione completa e condivisione con un’altra persona.
Il piano Premium costa 1,65 dollari al mese con fatturazione annuale (19,80 dollari l’anno) e aggiunge l’autenticatore integrato, gli allegati, i rapporti sullo stato delle password e l’accesso di emergenza. Il piano Famiglie costa 3,99 dollari al mese, sempre su base annuale, e copre sei persone con condivisione illimitata.
Puoi anche ospitare il servizio su un tuo server: interessa a pochi, ma dice molto sull’apertura del progetto.

Proton Pass #
Nasce dalla stessa azienda di Proton Mail, con sede in Svizzera. Il piano gratuito è generoso: credenziali e note illimitate, dispositivi illimitati, supporto alle passkey e dieci alias email «nascondi la mia email», utili per iscriversi ai servizi senza esporre l’indirizzo vero.
La versione Plus toglie il limite agli alias e aggiunge autenticazione a due fattori integrata, condivisione protetta, monitoraggio delle fughe di dati, allegati e accesso di emergenza. Il piano famiglia estende queste funzioni fino a sei persone con un pannello di amministrazione.
Ha senso soprattutto se usi già altri servizi Proton, perché l’abbonamento Unlimited li include tutti.
1Password #
È il più curato da usare e quello che le aziende scelgono più spesso. Non ha un piano gratuito, solo una prova di quattordici giorni, ma in cambio ha funzioni che gli altri non hanno: le «casseforti» separate per ambiti diversi, la modalità viaggio che nasconde gli archivi quando passi una frontiera e un’integrazione molto solida con i sistemi aziendali.
Il piano famiglia è fra i più maturi sui permessi: decidi chi vede cosa, recuperi l’accesso di un familiare che ha perso la password principale, separi gli archivi personali da quelli comuni.

KeePassXC #
È per chi non vuole nessun servizio in mezzo. Programma gratuito e open source che crea un file cifrato sul tuo disco: niente account, niente server, niente abbonamento. La sincronizzazione fra dispositivi la organizzi tu, per esempio mettendo il file in una cartella cloud; sul telefono lo apri con app compatibili come KeePassDX su Android o Strongbox su iPhone.
In cambio del controllo totale, i backup sono affar tuo: se perdi il file e non hai una copia, le password sono perse.
Le soluzioni già integrate nei dispositivi #
L’app Password di Apple (da iOS 18 e macOS Sequoia) e il gestore integrato in Google Chrome sono gratuiti, funzionano bene e sono molto meglio che riusare la stessa password. Il limite è che rendono al meglio dentro il loro mondo: se usi un iPhone e un PC Windows, o Android e un Mac, condivisione e compilazione automatica diventano scomode, e le funzioni per la famiglia sono essenziali.
NordPass, Dashlane e Keeper #
Sono servizi commerciali validi, con interfacce curate e funzioni in più come il monitoraggio delle fughe di dati e l’archivio dei documenti. Prendili in considerazione se hai già un abbonamento che li include, per esempio insieme alla VPN dello stesso fornitore. A parità di spesa, però, Bitwarden e Proton Pass danno le stesse funzioni essenziali a meno o gratis. Dashlane, tra l’altro, dal 2025 non ha più un piano gratuito.
Gli altri del vecchio elenco #
RoboForm è nato per compilare i moduli e lo fa ancora meglio di quasi tutti. Zoho Vault ha senso in azienda, soprattutto se usi già gli altri servizi Zoho. mSecure e LogMeOnce esistono ancora, ma hanno comunità più piccole e meno verifiche pubbliche: fra i nomi di questa pagina, non sono quelli da cui partirei.
Condividere le password in famiglia #
È il motivo più concreto per passare a un piano a pagamento, e va fatto bene: mandarsi su WhatsApp le credenziali del conto o del portale del pediatra lascia copie ovunque, senza sapere chi le legge.
Un piano famiglia funziona così: ognuno ha il suo archivio privato, che nessun altro vede, più uno o più archivi comuni con le credenziali condivise, come il contratto della luce, gli abbonamenti di streaming, il router di casa o il registro elettronico della scuola. Quando cambi una password, cambia per tutti nello stesso momento.

| Servizio | Persone incluse | Come funziona la condivisione |
|---|---|---|
| Bitwarden Famiglie | 6 | Archivi condivisi illimitati, permessi per gruppi |
| Proton Pass famiglia | 6 | Archivi condivisi e pannello di amministrazione |
| 1Password famiglia | 5, estendibile | Casseforti separate, recupero dell’accesso da parte dell’amministratore |
| Piano gratuito Bitwarden | 2 | Condivisione con una sola altra persona |
Tre accorgimenti che cambiano molto:
- Separa gli archivi per tema. Uno per la casa, uno per i servizi dei figli, uno per i documenti. Evita di condividere tutto con tutti.
- Nomina un secondo amministratore. Se l’unica persona che sa gestire il piano non è raggiungibile, gli altri restano bloccati.
- Attiva l’accesso di emergenza. Una persona scelta da te può ottenere l’archivio dopo un periodo di attesa, se tu non rispondi. Risolve un problema molto concreto: cosa succede alle credenziali di famiglia in caso di imprevisto.
La password principale e il secondo fattore #
L’intero sistema regge su due cose: la password che apre l’archivio e il secondo fattore.
Per la password principale la strada migliore è una frase lunga, fatta di quattro o cinque parole senza legame fra loro: facile da ricordare, difficile da indovinare. Non usarla da nessun’altra parte e non costruirla con date o nomi che ti riguardano.
Il secondo fattore attivalo subito. Un’app di autenticazione o una chiave fisica sono molto meglio del codice via SMS, che si può intercettare clonando il numero di telefono (SIM swap).
Domande frequenti #
Mettere tutte le password in un solo posto non è pericoloso? #
È l’obiezione più comune, e il rischio vero è l’opposto. Gli archivi sono cifrati sul dispositivo con una chiave che il fornitore non ha: anche se rubano i dati dai server, chi li prende si trova davanti file illeggibili, se la password principale è robusta. L’alternativa, cioè riusare tre password in cinquanta siti, garantisce che la prima fuga di dati comprometta tutto il resto.
Un gestore gratuito è sufficiente? #
Per la maggior parte delle persone sì. I piani gratuiti di Bitwarden e Proton Pass coprono password illimitate, dispositivi illimitati e passkey. Il piano a pagamento serve per la condivisione in famiglia, l’accesso di emergenza e il monitoraggio delle fughe di dati.
Cosa succede se dimentico la password principale? #
Con i servizi a conoscenza zero il fornitore non può recuperarla: se la perdi e non hai il codice di ripristino, l’archivio non si apre più. Per questo i servizi seri generano un codice di ripristino quando ti registri e offrono l’accesso di emergenza: configurali il primo giorno, non quando ti servono.
Come si passa da un gestore all’altro? #
Tutti permettono di esportare l’archivio in un file CSV e importarlo altrove. Due attenzioni: il file esportato contiene le password in chiaro, quindi cancellalo subito dopo l’importazione, svuotando anche il cestino; e controlla che siano arrivati anche le note e i codici di autenticazione a due fattori, che a volte richiedono un passaggio separato. Le passkey, invece, spesso non passano dal CSV: vanno trasferite con la funzione apposita o ricreate.
Le passkey sostituiranno i gestori di password? #
Sostituiscono le password, non i gestori. Una passkey è una chiave crittografica che va comunque custodita e sincronizzata, e i gestori fanno proprio questo, tenendo le passkey accanto alle credenziali tradizionali. I due sistemi conviveranno ancora per anni, perché molti siti le chiavi d’accesso non le supportano.

