Cambiare il nome della CPU su Windows 11 dal registro
Come modificare il nome del processore mostrato nelle proprietà di sistema, perché è solo una modifica visiva e come mai torna quello vero dopo il riavvio.

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È un trucco innocuo, e anche un modo curioso per vedere dove Windows tiene le informazioni sull’hardware. La procedura è identica su Windows 11 e Windows 10.
Dove si trova il nome del processore #
All’avvio Windows legge il nome dal processore e lo scrive nel registro, in una chiave per ogni nucleo:
HKEY_LOCAL_MACHINE\HARDWARE\DESCRIPTION\System\CentralProcessor\0
Il valore con il nome si chiama ProcessorNameString. Le sottocartelle 0, 1, 2 e così via sono i nuclei logici, e le finestre di sistema leggono quella con lo zero.

La procedura #
Premi Win + R, scrivi
regedite conferma la richiesta di autorizzazione.Incolla questo percorso nella barra degli indirizzi in alto e premi Invio:
HKEY_LOCAL_MACHINE\HARDWARE\DESCRIPTION\System\CentralProcessor\0Nel pannello di destra fai doppio clic su ProcessorNameString.
Sotto Dati valore cancella il nome attuale, scrivi quello che vuoi e premi OK.
Chiudi l’editor e apri Impostazioni → Sistema → Informazioni: nella riga Processore trovi il nuovo nome. Non serve riavviare, anzi: riavviando la modifica si perde.
Se la voce non si lascia modificare, l’editor non ha i privilegi di amministratore. Chiudilo, cerca regedit nel menu Start e scegli Esegui come amministratore.

Il nome modificato compare anche in Gestione attività (Ctrl + Maiusc + Esc), nella scheda Prestazioni → CPU. Frequenza, nuclei e cache, però, restano quelli veri.
Perché al riavvio torna il nome vero #
La parte del registro sotto HARDWARE non viene salvata su disco: Windows la ricostruisce a ogni accensione leggendo i componenti del computer. Qualsiasi modifica lì dentro dura quindi fino allo spegnimento.
Se vuoi che il nome resti, puoi farlo riscrivere automaticamente a ogni avvio con un’attività pianificata. In Utilità di pianificazione crea un’attività che parta all’avvio del sistema, eseguita come SYSTEM, con questo comando (cambia il testo fra virgolette):
reg add "HKLM\HARDWARE\DESCRIPTION\System\CentralProcessor\0" /v ProcessorNameString /t REG_SZ /d "Il mio processore" /f
Per tornare alla normalità basta disattivare o eliminare l’attività e riavviare.
Cosa non cambia #
Intorno a questo trucco girano parecchie aspettative sbagliate, quindi meglio chiarirle:
- Le prestazioni sono identiche. Il nome è un’etichetta, non un’impostazione.
- I programmi di diagnostica vedono il nome vero. CPU-Z, HWiNFO e simili leggono direttamente il processore e ignorano il registro.
- Giochi e programmi che controllano i requisiti guardano le caratteristiche reali, non la stringa.
- Non aggira i requisiti di Windows 11. Il controllo si basa sugli identificativi del processore e sulle sue funzioni, non sul nome.
Se ti serve una schermata da mostrare a qualcuno, considera che non regge a nessuna verifica: basta aprire CPU-Z per vedere il modello vero.
A cosa può servire #
Qualche uso sensato c’è:
- Capire come funziona il registro, con un esempio concreto e reversibile di dati che Windows ricostruisce a ogni avvio.
- Preparare una schermata per un tutorial o un manuale senza mostrare l’hardware reale del computer.
- Capire da dove un programma legge le informazioni di sistema. Se dopo la modifica un programma mostra il nome inventato, sai che si fida del registro e non del processore, e in una diagnosi può tornare utile.
Come sapere che processore hai davvero #
Se sei arrivato qui perché vuoi sapere cosa c’è dentro il tuo computer, le strade giuste sono più semplici:
- Gestione attività → Prestazioni → CPU mostra modello, frequenza, nuclei e cache.
- In PowerShell il comando
Get-CimInstance Win32_Processor | Select-Object Namerestituisce il nome in una riga. Il vecchiowmic cpu get namenon funziona più: WMIC è stato rimosso dalle versioni recenti di Windows 11. - Informazioni di sistema (
msinfo32dal menu Start) riassume tutto l’hardware. - Programmi gratuiti come CPU-Z aggiungono dettagli su memorie, scheda madre e tensioni.
Domande frequenti #
La modifica può danneggiare il computer? #
No. Cambi una stringa di testo in una parte del registro che viene rigenerata a ogni avvio: al massimo il nome resta sbagliato fino al riavvio. L’unico rischio vero, come sempre con l’Editor del Registro, è toccare per sbaglio un’altra chiave, ed è per questo che conviene esportarla prima.
Posso renderla permanente? #
Non direttamente, perché quella parte del registro viene ricostruita a ogni accensione. Puoi però farla riapplicare a ogni avvio con l’attività pianificata descritta sopra.
Funziona anche su Windows 10? #
Sì, il percorso della chiave e la procedura sono identici. Cambia solo dove vedi il risultato: su Windows 10 la pagina è Impostazioni → Sistema → Informazioni su.
Serve a far girare programmi che chiedono un processore più recente? #
No. I controlli sui requisiti leggono identificativi e funzioni del processore, non il nome che compare nel pannello.
Perché ci sono tante cartelle numerate sotto CentralProcessor? #
Ognuna è un nucleo logico: un processore a otto core con Hyper-Threading ne mostra sedici. Le finestre di sistema leggono la cartella 0, ma alcuni programmi guardano le altre, quindi se vuoi un risultato coerente modifica il valore in tutte.
Si può cambiare anche il nome della scheda video? #
Il principio è lo stesso per altri componenti descritti nel registro, con le stesse conseguenze: modifica estetica, che al riavvio sparisce e che i programmi di diagnostica ignorano.

