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Alemasone

Pannelli dei monitor: IPS, VA, TN e OLED a confronto

Come si comportano davvero le quattro tecnologie su neri, colori, velocità e angoli di visione, e quale conviene per il gioco competitivo o per il video.

8 min di lettura Aggiornato il
Tre monitor affiancati con la stessa immagine resa con contrasto e colori visibilmente diversi
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Fra IPS, VA, TN e OLED, il tipo di pannello decide tre cose: il contrasto, cioè quanto è nero il nero, la fedeltà dei colori guardando di lato e la velocità di risposta. Non decide invece risoluzione, frequenza, luminosità massima e qualità della calibrazione, che dipendono dal singolo modello. Per questo due monitor con lo stesso tipo di pannello possono essere molto diversi.

Le tecnologie si dividono in due famiglie. Nei pannelli a cristalli liquidi (LCD: TN, VA e IPS) una retroilluminazione è sempre accesa dietro lo schermo, e i cristalli fanno da tendina per lasciarne passare più o meno. Negli OLED la retroilluminazione non c’è: ogni punto dello schermo fa luce da solo, e quando deve essere nero si spegne.

Quasi tutto il resto viene da questa differenza.

Il confronto #

TNVAIPSOLED
ContrastoScarsoMolto buonoDiscretoPerfetto
ColoriModestiBuoniOttimiOttimi
Angoli di visionePessimiDiscretiOttimiOttimi
VelocitàOttimaIl punto deboleMolto buonaImmediata
Luminosità a schermo pienoBuonaBuonaBuonaIl punto debole
Rischio di impronte permanentiNessunoNessunoNessunoPresente, gestito
PrezzoBassoMedioMedioAlto

TN, quello che sta sparendo #

È la tecnologia più vecchia (Twisted Nematic) e la più economica. Ha un solo vantaggio, che per anni è stato decisivo: è velocissima. Per questo i monitor da gioco competitivo sono stati a lungo tutti TN.

I difetti si vedono e non si possono correggere: colori slavati e soprattutto angoli di visione pessimi, con l’immagine che cambia colore appena ti sposti di qualche centimetro. Oggi gli IPS arrivano a frequenze e tempi di risposta simili, e i TN sono rimasti quasi solo nella fascia più economica e in pochi monitor da esport oltre i 500 Hz.

Schema degli angoli di visione di un pannello IPS e di uno TN: colori stabili contro colori che virano
Bastano pochi gradi di spostamento perché un TN cambi tinta

VA, il contrasto #

I VA (Vertical Alignment) hanno il contrasto migliore fra i pannelli a cristalli liquidi, spesso tre o quattro volte quello di un IPS: i neri sono profondi invece che grigio scuro, e te ne accorgi subito guardando un film al buio.

Il difetto è la lentezza nei passaggi fra colori scuri: lascia una scia fumosa che gli appassionati chiamano black smearing. Sui modelli recenti è molto ridotta, ma nei giochi con ambienti bui la differenza con un IPS si vede ancora.

Gran parte dei monitor curvi economici usa pannelli VA: al contrasto alto unisce un costo contenuto.

Grafica dell’uniformità del nero: IPS con nero medio e VA con nero più profondo
Al buio la differenza di contrasto fra VA e IPS si vede subito

IPS, il compromesso che vince più spesso #

Colori accurati, angoli di visione ampi, velocità ormai sufficiente anche per i giochi veloci: i Fast IPS arrivano a tempi di risposta di 1 ms. Se non hai un’esigenza precisa che ti porta altrove, di solito la risposta giusta è un IPS (In-Plane Switching).

Il limite è il contrasto: il nero è un grigio molto scuro, perché un po’ di retroilluminazione passa sempre. Al buio si nota, soprattutto con l’IPS glow, l’alone chiaro agli angoli sulle immagini scure. In una stanza illuminata non ci fai caso. I pannelli IPS Black, su alcuni monitor da ufficio e da grafica, raddoppiano il contrasto rispetto a un IPS normale.

Simulazione di uno schermo IPS nero in una stanza buia con gli aloni chiari agli angoli
L’alone agli angoli, visibile solo su immagini scure in stanza buia

La retroilluminazione mini-LED è la risposta dei cristalli liquidi: centinaia o migliaia di zone che si accendono e si spengono per conto loro, per avvicinarsi al nero degli OLED restando molto luminosi. Funziona bene, con un leggero alone intorno agli oggetti luminosi su sfondo nero come effetto collaterale.

OLED, e le sue varianti #

Ogni pixel fa luce da solo e da spento è nero assoluto: contrasto senza paragoni, colori pieni e tempi di risposta sotto 0,1 ms, che eliminano quasi del tutto la scia nei movimenti.

Le varianti che si incontrano in negozio:

  • WOLED, la struttura più diffusa nei televisori e in molti monitor, con un sottopixel bianco che aiuta la luminosità.
  • QD-OLED, che usa i punti quantici per colori più saturi e una luminosità di picco più alta, con un vantaggio che si vede nelle scene molto colorate.
  • OLED tandem, a due o più strati sovrapposti, la generazione più recente: più luminosità sollecitando meno i materiali. È così che il settore sta alzando la luminosità e riducendo il rischio di degrado allo stesso tempo.

Restano due limiti veri. Il primo è la luminosità a schermo pieno: gli OLED brillano nei punti luminosi di una scena, ma su una pagina bianca a tutto schermo restano sotto i migliori LCD. Il secondo è la nitidezza del testo, che dipende da come sono disposti i sottopixel: sui pannelli con una disposizione non tradizionale i bordi delle lettere possono avere una leggera frangia colorata, molto visibile a chi ci lavora tutto il giorno e invisibile a chi gioca. I pannelli più recenti con sottopixel RGB in fila, come fanno gli LCD, hanno in gran parte risolto: controlla la scheda del modello.

Schema delle disposizioni dei sottopixel RGB, WOLED e QD-OLED con l’effetto sul bordo delle lettere
La frangia colorata dipende da come sono disposti i sottopixel

Il burn-in esiste ancora. Un elemento fisso e luminoso (la barra delle applicazioni, l’interfaccia di un gioco, il logo di un canale) lasciato per centinaia di ore può restare impresso. Oggi il rischio è molto più basso di qualche anno fa, grazie ai cicli di manutenzione automatici, allo spostamento invisibile dell’immagine e all’attenuazione degli elementi fissi, e molti produttori danno una garanzia apposita, di solito di tre anni: controllala sul singolo modello. Per l’ufficio, con le stesse finestre aperte otto ore al giorno, un IPS resta la scelta più tranquilla.

Cosa scegliere, concretamente #

Gioco competitivo. Conta la fluidità, non la bellezza: frequenza alta e tempi di risposta bassi. Un Fast IPS ad alta frequenza ha il miglior rapporto fra prezzo e risultato; un OLED è più nitido in movimento, se il budget c’è; un TN ha senso solo se cerchi la frequenza più alta al prezzo più basso. Con la risoluzione non esagerare: qui si gioca spesso a 1080p o 1440p proprio per tenere alti i fotogrammi.

Montaggio video e fotografia. Contano la fedeltà dei colori, la copertura degli spazi colore (sRGB, DCI-P3, Adobe RGB) e l’uniformità dello schermo. Un buon IPS calibrato, o un IPS mini-LED se lavori in HDR, è la scelta professionale classica: prevedibile, luminoso a schermo pieno e senza paura delle interfacce fisse dei programmi di montaggio. Un OLED ha una resa spettacolare e un contrasto imbattibile, e va bene per valutare il risultato più che per passare dieci ore su una timeline.

Film e giochi per conto tuo al buio. OLED se il budget c’è, altrimenti VA: in tutti e due i casi è il contrasto quello che noti di più.

Ufficio e uso generale. IPS, senza pensarci troppo. Contano molto di più un supporto regolabile, la risoluzione giusta per la diagonale e una superficie che non rifletta la finestra alle tue spalle.

Le cose che contano più del tipo di pannello #

  • Risoluzione in base alla diagonale: 1080p fino a 24 pollici, 1440p sui 27, 4K dai 32 in su. Sotto si vedono i pixel, sopra sprechi potenza.
  • Superficie: opaca se hai luce alle spalle, lucida se controlli la luce della stanza. Cambia la resa più di quanto pensi.
  • Ergonomia: altezza regolabile e attacco VESA per i bracci contano, nella vita di tutti i giorni, più di molte specifiche.
  • Frequenza variabile: FreeSync e G-Sync sincronizzano scheda video e monitor ed eliminano gli strappi dell’immagine; ormai ci sono quasi ovunque.
  • Connessioni: controlla che l’ingresso regga risoluzione e frequenza dichiarate, perché non tutte le combinazioni passano da tutti i cavi.

Domande frequenti #

Conviene aspettare che gli OLED costino meno? #

I prezzi scendono e la tecnologia migliora sia in luminosità sia in resistenza: un 27 pollici OLED 1440p oggi costa molto meno di quando sono usciti i primi, nel 2023. Se il tuo monitor funziona, aspettare ha senso; se ti serve adesso, un buon IPS ad alta frequenza è un acquisto che non rimpiangi.

Il pannello TN è ancora accettabile? #

Solo in due casi: un secondo monitor di servizio, oppure la frequenza più alta possibile spendendo il meno possibile. Per tutto il resto, la differenza di colori e angoli di visione rispetto a un IPS dello stesso prezzo non vale il risparmio.

Che differenza c’è fra mini-LED e OLED? #

Il mini-LED è un LCD con la retroilluminazione divisa in tante zone indipendenti: si avvicina al contrasto degli OLED restando molto luminoso e senza rischio di burn-in. L’OLED spegne i singoli pixel, quindi il nero è assoluto e la precisione maggiore, ma sulle grandi superfici chiare è meno luminoso.

Un monitor curvo è meglio? #

Dipende dalla diagonale e dalla distanza: sugli schermi molto larghi la curvatura riduce la differenza di distanza fra centro e bordi ed è utile. Su un monitor di misura normale è soprattutto una questione di gusti, e per chi lavora con linee rette (disegno tecnico, fotografia) può dare fastidio.

Quanti Hz servono? #

Il salto che si nota di più è da 60 a 120-144 Hz: lo vedi anche solo muovendo il puntatore. Oltre i miglioramenti ci sono, ma sempre più piccoli, e hanno senso soprattutto nei giochi competitivi, a patto che il computer riesca a produrre tutti quei fotogrammi.

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